GASTRONOMIA

 

 

 

 

Le Tigelle

 

Il curioso nome delle tigelle, per quanto improprio, trae origine dai dischi di terra refrattaria (detti appunto «tigelli» o «cotte» montanare), sui quali si
cuocevano anticamente, posandole tra foglie di castagno o di noce e sistemando poi le piastre sulle braci del camino. In effetti il termine si riferisce più specificamente allo strumento che si utilizzava per cuocerle: sarebbe più corretto definirle «crescentine» (nel senso proprio di impasto che cresce) cotte tra le «tigelle». Gli strumenti di cottura cui ci riferiamo altro non sono che dei dischi di pietra simile a quella refrattaria o di cotto, del diametro di circa lO cm, che venivano riscaldati sul fuoco, per accogliere le focaccette basse e rotonde. Attualmente, per cuocere le tigelle, si utilizzano stampi metallici doppi  (generalmente di ghisa), caratterizzati da due, quattro, sei o più dischi convessi, che accolgono più tigelle alla volta. Questo facilita il servizio, perché in tavola ne possono arrivare numerose nello stesso momento e caldissime. Crescentina e tigella sono due termini antichissimi e denunciano la loro remota origine anche dall'etimologia. Crescenta deriva dal latino crescere, gonfiarsi e tigella da tegere, coprire. Le tigelle costituiscono un'ottima merenda ma anche, se accompagnate ad altre portate, un goloso piatto unico. Secondo la tradizione le tigelle avrebbero natali modenesi, ma anche in alcune località della provincia di Bologna, soprattutto in quelle collinari, da sempre si preparano e si offrono come atto di ospitalità.

 

 

 

 

Ingredienti:

500 gr di farina 

Lievito di birra

Olio di oliva un cucchiaio

sale

latte

 

 

 

 

Formate una fontana con la farina e versatevi il lievito sciolto in acqua e latte tiepido, insieme a tutti gli altri ingredienti. Impastate con cura per alcuni minuti, lasciate riposare la pasta coperta con un canovaccio (per una o due ore). Con la pasta formate dei cilindri dello spessore di circa 2-3 cm e strappateli (le nonne raccomandano di non usare mai il coltello) a tocchetti di 2 cm circa. Plasmate con questi pezzetti di pasta delle palline, ruotando la mano con una leggera pressione e raccogliendovi intorno le dita, in modo che ciascuna di esse abbia un piccolo buco al di sotto. Lasciate riposare per circa mezz'ora e quindi appiattite leggermente le palline. Fate attenzione che le tigelle devono avere un diametro di circa lO cm e altezza di mezzo cm. In alternativa, dopo la lievitazione, potrete formare una sfoglia alta mezzo cm, da cui ricaverete i dischetti con un tagliapasta rotondo o un bicchiere di lO cm di diametro. Lasciate riposare ancora per circa mezz'ora. Cuocete le focaccette rotonde negli appositi stampi già scaldati sul fuoco.

 

 

 

 

 

Gnocco Fritto

 

 

Ingredienti:

250 gr di farina 

Lievito di birra

Strutto 25 gr

Olio per friggere

 

 

 

 

 

 

 

Disposta a fontana la farina, cui avrete mischiato un pizzico di sale, amalgamatevi il lievito diluito in poca acqua tiepida e lo strutto: lavorate sino a ottenere un impasto omogeneo e malleabile. Fatelo riposare per un'ora, indi tirate la sfoglia (spessore 3 mm circa) e ricavatene dei rettangoli, o dei rombetti, di circa 5 cm di lato. Friggete le crescentine in abbondante olio bollente, scolatele, spolveratele lievemente di sale (se gradito) e servitele ben calde. Anch'esse si accompagnano bene con formaggi e salumi.